
I am a trainer in Nonviolent Communication (NVC), a counselor, mediator, and facilitator of relational processes. My work is rooted in a deep personal experience of transformation: I encountered NVC during a period in my life marked by pain and a loss of meaning, as I was navigating the impact of addiction and mental suffering within my family.
During that time, my Buddhist faith was a fundamental source of support, offering direction and a daily practice grounded in personal responsibility, interdependence, and the possibility of transforming suffering. When I discovered Nonviolent Communication, I recognized a deep resonance between the principles developed by Marshall Rosenberg and the teachings of Buddhism: awareness of one’s inner states, compassion for oneself and others, and the responsible choice of how to engage in relationships.
For me, NVC has become much more than a communication model—it is a way of life. It has offered me practical tools to connect with my inner world, to welcome my more reactive parts, and to cultivate a quality of presence rooted in empathy and awareness. This journey continues to this day as a living and evolving practice.
I support individuals, groups, and organizations in processes of personal and relational growth, with particular attention to contexts where suffering is more intense and relationships are under strain. I work in schools, in residential communities for people with addictions, and in family support programs. In these settings, I bring NVC as a practical tool for prevention, care, and transformation, with the intention of helping reduce relapse and support processes of awareness and personal responsibility.
I integrate Nonviolent Communication with the Internal Family Systems (IFS) approach, creating safe spaces where people can explore their inner world, recognize their deeper needs, and develop new ways of relating to themselves and others. My focus is to support transformation that goes beyond cognitive understanding, becoming a lived and integrated experience in daily life.
I deeply believe that teachers, educators, and parents are key agents of social change. For this reason, an important part of my work is dedicated to supporting adults to become living models of conscious communication, contributing to the creation of more empathetic and inclusive educational environments.
My aspiration is to bring NVC to places where there is the greatest need for connection—schools, prisons, and communities—offering tools that help people move out of patterns of helplessness and reactivity and rediscover their personal power. I wish to contribute, with my “drop,” to building a culture of peace grounded in awareness, personal responsibility, and compassion.
In my way of teaching, I place great value on direct experience: it is not only about learning concepts, but about living and embodying the quality of presence that NVC invites. I work with real-life situations and what emerges in the moment, supporting people in developing an authentic relationship with themselves and others.
What I would like people to know about me is that I continue to learn every day. For me, NVC is an ongoing practice of awareness, experimentation, and new choices. In my work, I bring authenticity, vulnerability, and deep respect for each person’s unique path.
Sono trainer in Comunicazione Nonviolenta (CNV), counselor, mediatrice e facilitatrice di processi relazionali. Il mio lavoro nasce da un’esperienza personale profonda di trasformazione: ho incontrato la CNV in un momento della mia vita segnato dal dolore e dalla perdita di senso, mentre attraversavo l’impatto della dipendenza e della sofferenza mentale all’interno della mia famiglia.
In quel periodo, la mia fede buddista rappresentava un sostegno fondamentale, offrendo una direzione e una pratica quotidiana basata sulla responsabilità personale, sull’interdipendenza e sulla possibilità di trasformare la sofferenza. Quando ho incontrato la Comunicazione Nonviolenta, ho riconosciuto una profonda risonanza tra i principi sviluppati da Marshall Rosenberg e gli insegnamenti del Buddismo: la consapevolezza dei propri stati interiori, la compassione verso sé stessi e gli altri, e la scelta responsabile di come stare nelle relazioni.
La CNV è diventata per me molto più di un modello comunicativo: è una pratica di vita. Mi ha offerto strumenti concreti per entrare in relazione con il mio mondo interiore, accogliere le mie parti più reattive e sviluppare una qualità di presenza radicata nell’empatia e nella consapevolezza. Questo percorso continua ancora oggi, come pratica viva e in evoluzione.
Accompagno individui, gruppi e organizzazioni in percorsi di crescita personale e relazionale, con particolare attenzione ai contesti in cui la sofferenza è più intensa e le relazioni sono messe alla prova. Lavoro nelle scuole, nelle comunità residenziali per persone con dipendenze e nei percorsi di sostegno alle famiglie. In questi ambiti porto la CNV come strumento concreto di prevenzione, cura e trasformazione, con l’intento di contribuire a ridurre la recidiva e a sostenere processi di consapevolezza e responsabilità personale.
Integro la Comunicazione Nonviolenta con l’approccio Internal Family Systems (IFS), creando spazi sicuri in cui le persone possano esplorare il proprio mondo interiore, riconoscere i bisogni profondi e sviluppare nuove modalità di relazione con sé stesse e con gli altri. Il mio focus è sostenere una trasformazione che non sia solo comprensione cognitiva, ma esperienza vissuta e integrata nella quotidianità.
Credo profondamente che insegnanti, educatori e genitori siano agenti fondamentali di cambiamento sociale. Per questo, una parte importante del mio lavoro è dedicata alla formazione di adulti che possano diventare modelli viventi di una comunicazione consapevole, contribuendo alla costruzione di contesti educativi più empatici e inclusivi.
La mia aspirazione è portare la CNV nei luoghi in cui c’è maggiore bisogno di connessione — scuole, carceri, comunità — offrendo strumenti che aiutino le persone a uscire da dinamiche di impotenza e reattività e a riscoprire il proprio potere personale. Desidero contribuire, con la mia “goccia”, alla costruzione di una cultura di pace fondata sulla consapevolezza, sulla responsabilità individuale e sulla compassione.
Nel mio modo di insegnare, do grande valore all’esperienza diretta: non si tratta solo di apprendere concetti, ma di vivere e incarnare la qualità della presenza che la CNV propone. Lavoro a partire da situazioni reali e da ciò che emerge nel momento, sostenendo le persone nello sviluppare una relazione autentica con sé stesse e con gli altri.
Ciò che desidero che le persone sappiano di me è che continuo ogni giorno a imparare. La CNV, per me, è una pratica continua fatta di consapevolezza, tentativi e nuove scelte. Porto nel mio lavoro autenticità, vulnerabilità e un profondo rispetto per il cammino unico di ogni essere umano.
